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Cambio ora 2017: domani diremo addio all'ora solare! Pomeriggi più lunghi per attività all'aperto

cambio ora 2017Un altro anno è passato e l’arrivo dell’ora legale è nuovamente dietro l’angolo. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo dovremo infatti spostare un’ora in avanti le lancette dei nostri orologi, saluteremo l’ora solare per accogliere l’ora legale. Questo vuol dire, per la maggior parte delle persone, dormire un’ora in meno ed avere un’ora di luce in più durante il giorno. Ma forse non tutti conoscono il motivo che sta all’origine di questo cambio di orario che subiamo 2 volte l’anno, cioè l’ultima domenica di marzo, appunto, e l’ultima domenica di ottobre, in cui entrerà in vigore nuovamente l’ora solare.
Il sistema dell’ora legale fu introdotto in Italia nel 1916, ed adottato da tutta la comunità europea negli anni ‘ 80 del secolo scorso. Inizialmente  la durata del periodo di validità e quindi i giorni del cambio dell’ora venivano definiti anno per anno, in seguito si è giunti ad una direttiva europea che ha uniformato il processo definendo i criteri sopra citati, e decidendo per il cambio dell’ora tra le 2 e le 3 di notte, per ridurre al minimo i disagi alle persone e le problematiche legate soprattutto al sistema dei trasporti.
 La teoria che sta alla base di questa pratica ormai seguita in tutta Europa, nel Nord America ed in pochi altri Stati, ha a che fare con il risparmio energetico, tema molto sentito nel corso del ‘900. L’idea è quella di sfruttare l’allungamento delle giornate: il sole infatti nella stagione estiva sorge prima delle 6 del mattino. ora legaleSpostando in avanti l’orario e anticipando pertanto l’inizio della vita produttiva del paese, si riesce ad ottimizzare l’uso della luce solare, guadagnando un’ora intera di luce naturale la sera e quindi riducendo il consumo di energia elettrica per l’illuminazione. In altre parole si realizza non un aumento delle ore di luce disponibili, naturalmente, ma l’utilizzo delle ore di luce che andrebbero sprecate a causa delle “abitudini di orario” dell’uomo. A ben pensarci, prima dell’invenzione e diffusione degli orologi, i ritmi lavorativi, principalmente legati alle attività agricole, erano scanditi dalla luce solare e non dall’orario, per cui il contadino non si alzava “alle 7”, ma si alzava “all’alba”.
Oggi che le nostre giornate sono scandite da code in tangenziale ed ore e ore in ufficio, usiamo celebrare questo momento, atteso per tutto l’inverno, come l’arrivo della bella stagione ed iniziamo a programmare i nostri pomeriggi di attività all’aperto, di jogging al parco, di passeggiate coi bambini. E perché no,  per molti è già ora di pensare alle vacanze!

 

Pubblicato il 24/03/2017

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